Cina ed enegia solare: si attende il sostegno del governo ma la ricerca fa passi avanti e le fiere di settore impazzano

PECHINO: Sembra essere un binomio non particolarmente felice quello  fra Governo e ricercatori in Cina o, perlomeno, una situazione che    conosce ritmi e risposte differenti.

 E' di ieri infatti la notizia che richiama la presa di posizione netta  dell'Accademia delle Scienze Sociali, uno dei più autorevoli e illustri enti di  ricerca e formazione della repubblica popolare, in fatto di ricerca condivisa  sulle energie rinnovabili, in particolar modo sul settore del solar.

 Il progetto prevede una mobilitazione consistente di ricercatori e  scienziati specializzati nel settore per la creazione di una piattaforma  dove sperimentare applicazioni riguardanti l'utilizzo delle tecnologie  focalizzate sulle energie alternative e di valorizzare le competenze cinesi  e internazionali in merito.

Un'intenzione, quella dell'Accademia che pone uno speed up consistente alla trattazione della materia e stimola gli entusiami non solo dei ricercatori ma anche delle società che operano sul settore e che attendono da troppo tempo una posizione chiara del governo in merito. 

E' difatti ormai appurato che un intervento a sostegno del settore è fondamentale per garantire l'abbassamento dei costi di impiantistica e rendere così concreto l'accesso delle applicazioni nel mercato cinese. 

Fino ad oggi, però, il governo centrale di Beijing non ha concretamente assunto posizioni in materia e non ha valorizzato piani di sostegno al settore, anche se il richiamo al bisogno di energia che la Cina vive da diverse generazioni continua ad essere al centro di grandi dibattiti e a condizionare relazioni geopolitiche.

Nel frattempo le fiere di settore e le conferenze specialistiche si sprecano e l'ultima tenutasi a Shenzhen poche settimane fa nello scenario del Photovoltaic Technology Show 2008 ha riportato alla luce il clima di attesa da parte di produttori e di fiduciosa aspettativa sull'importanza che il settore andrà a rivestire a livello internazionale già dal 2010, con una menzione particolare alla portata che conoscerà la Cina in fatto di applicativi sul solar. 

"Il clima di attesa ricorda quello della Spagna e della Germania di qualche anno fa", spiega Brian Li financial officer della Yingli Green Energy - "con la differenza che in questo caso siamo consapevoli che la portata d'intervento sia in termini di investimento che di profitto sono assolutamente più vasti". Investitori cinesi e stranieri sono consapevoli del passo che l'entrata del sostegno governativo rappresenterebbe per il settore e l'atmosfera comune sembra essere di fiducia e di entusiasmo, ma il punto critico è rappresentato dall'assoluta impermeabilità di informazioni sulle prossime azioni di politica produttiva e ambientale da parte di Beijing.

Diversi casi hanno portato alla luce l'atteggiamento di diversi investitori che, stanchi del clima di incertezza cinese, hanno preferito tornare a pianificare azioni di investimento sul settore nel mercato europeo, in Germania per l'appunto, trovando in aziende giapponesi o in impianti co-finanziati dalla Comunità Europea partners affidabili in grado di garantire la giusta allocazione di risorse.

In Cina però si respira un'aria tutt'altro che dimessa: solo per il 2009 sono già in programmazione sei grandi fiere di settore, fra cui il 4th Asia Solar Photovoltaic Exhibition di Shanghai a fine marzo, la 6h China International Solar PV Exhibitionn sempre a Shanghai in Aprile, il PV Tech Expo China di Shanghai sempre a fine Aprile, a maggio si terrà lo SNEC PV Power Expo sempre a Shanghai mentre la volta di Beijing è fissata per maggio 2009 con la Clean Energy Expo China. Trattasi solo degli eventi fieristici più importanti, ma il calendario si infittisce ulteriormente se consideriamo convegni, forums e pubblicazioni di papers in materia. Che sia l'anno del grande salto?

Paolo Cacciato